Concluse recentemente le attività di campo del progetto PNRR DigitAP dedicate al monitoraggio della foca monaca (Monachus monachus) nei siti costieri e al campionamento per le indagini sperimentali della biodiversità marina attraverso l’analisi del DNA ambientale (eDNA). Nelle ultime settimane ISPRA, insieme al personale scientifico delle rispettive Aree Marine Protette, ha operato in diversi siti — tra cui Plemmirio, Punta Campanella, Santa Maria di Castellabate, Costa degli Infreschi e della Masseta — realizzando attività integrate di osservazione e campionamento. Nel dettaglio, nelle AMP del Plemmirio e di Punta Campanella sono state installate fototrappole all’interno di alcune grotte costiere, per documentare la presenza della foca monaca e studiare le abitudini di frequentazione. Con il coinvolgimento anche dell’AMP delle Isole Egadi, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e una vasta area del sud della Puglia, salgono quindi a cinque le aree italiane impegnate in questo tipo di monitoraggio coordinato da ISPRA, rafforzando così le basi per la conservazione della specie a livello nazionale.