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Biodiversità visibile

Come i satelliti ci aiutano a proteggere la natura (anche se non siamo scienziati)

Viviamo circondati dalla biodiversità, ma troppo spesso la diamo per scontata. Ci accorgiamo della sua importanza solo quando scompare: un insetto che non torna più in primavera, un torrente che si secca, una collina che da verde diventa grigia. Ma come possiamo tutelare ciò che non vediamo chiaramente? La risposta, oggi, arriva anche dallo spazio. Grazie ai satelliti e a piattaforme come BIOGIS360, la biodiversità può diventare finalmente visibile, misurabile e monitorabile, in modo semplice e accessibile.

Dai pixel agli ecosistemi: la Terra come non l’abbiamo mai vista

Ogni giorno, decine di satelliti orbitano intorno al nostro pianeta e scattano immagini multispettrali, radar e termiche della superficie terrestre. Questi satelliti non ci mostrano solo le forme, ma anche la salute di un territorio: la qualità della vegetazione, l’umidità del suolo, la presenza di acqua, il degrado, la frammentazione ecologica. BIOGIS360 sfrutta i dati forniti da sistemi come Copernicus (programma dell’Unione Europea) oltre a immagini satellitari commerciali ad altissima risoluzione. Li elabora, li interpreta, li restituisce in forma comprensibile e utile per chi deve agire: sindaci, tecnici, ricercatori, cittadini. Ad esempio:

  • In una mappa puoi vedere se una zona boscata è in regressione
  • In un report puoi scoprire che un habitat protetto è diventato vulnerabile
  • Con un semplice filtro puoi confrontare com’era e com’è un territorio in pochi secondi

In passato, questo tipo di analisi richiedeva mesi di lavoro e strumentazioni complesse. Oggi è disponibile in pochi clic, con interfacce intuitive.

Non solo immagini: l’intelligenza artificiale legge il paesaggio

BIOGIS360 non si limita a mostrare fotografie satellitari: le interpreta automaticamente. Attraverso modelli di intelligenza artificiale addestrati su migliaia di immagini, la piattaforma è in grado di:

  • riconoscere e classificare gli habitat presenti in un’area
  • identificare cambiamenti tra due periodi (ad es. pre e post-siccità)
  • rilevare elementi infrastrutturali come strade, edifici, serbatoi
  • monitorare indici ecologici come l’NDVI (Normalized Difference Vegetation Index), che indica la vitalità della vegetazione

Questi algoritmi permettono di eseguire segmentazioni semantiche, ovvero dividere un territorio in porzioni significative: un campo coltivato, una zona umida, un bosco, un’area degradata. In altre parole: trasformano un’immagine in informazione ambientale. E tutto questo non è riservato agli scienziati. Grazie a BIOGIS360, anche chi non ha competenze GIS può visualizzare e comprendere queste analisi, esportarle, integrarle nei propri piani o usarle per comunicare con altri.

Dalla mappa alla decisione

A cosa serve tutto questo nella pratica? Immagina di essere un amministratore locale:

  • Puoi usare BIOGIS360 per identificare le aree da tutelare nel tuo territorio
  • Puoi verificare se un progetto edilizio impatta su zone sensibili
  • Puoi integrare la mappa della biodiversità nel tuo Piano Regolatore

Sei un professionista ambientale?

  • Puoi accedere a dati validati e aggiornati per i tuoi studi di impatto
  • Puoi redigere report in linea con i requisiti normativi europei
  • Puoi evitare rilievi manuali ripetitivi, grazie a una pre-analisi automatica

Sei un ricercatore?

  • Puoi usare i dati per studi longitudinali, con confronti multitemporali
  • Puoi validare modelli ecologici e statistici su scala nazionale o locale
  • Puoi contribuire all’open science ambientale

Sei un cittadino?

  • Puoi vedere se il tuo quartiere è circondato da aree verdi o artificiali
  • Puoi scoprire habitat inaspettati nel tuo comune
  • Puoi partecipare con consapevolezza al dibattito su ambiente e territorio

In ogni caso, ciò che cambia è l’accesso alla conoscenza ambientale. BIOGIS360 rende ciò che era invisibile, visibile e condivisibile.

Una svolta per la governance ambientale

L’Unione Europea sta accelerando verso un nuovo modello di governance: basato su dati oggettivi, su trasparenza delle decisioni e sulla partecipazione pubblica informata. In questo scenario, strumenti come BIOGIS360 sono essenziali per:

  • rispettare le nuove normative europee (come la Nature Restoration Law)
  • aggiornare le basi conoscitive dei Piani di Gestione e PRG
  • rispondere alle richieste della Strategia sulla Biodiversità 2030
  • partecipare a bandi europei dove l’uso di dati satellitari è un criterio premiante

BIOGIS360 è progettato proprio per accompagnare questa transizione: dal documento cartaceo al dato dinamico, dal rilievo sporadico al monitoraggio continuo, dall’approssimazione alla precisione.

Un’occasione anche per i territori meno serviti

Una delle forze di BIOGIS360 è la capacità di fornire analisi ambientali anche in territori dove mancano rilievi recenti o dati dettagliati. Grazie alle fonti satellitari e all’intelligenza artificiale, il sistema può:

  • colmare vuoti informativi
  • supportare decisioni anche in piccoli comuni o aree rurali
  • rendere disponibili strumenti evoluti anche a basso costo o gratuitamente

In questo modo, la biodiversità diventa davvero un patrimonio di tutti, non solo dei grandi enti o delle metropoli.

Dal satellite alla coscienza

In definitiva, BIOGIS360 aiuta a rispondere a una domanda profonda: come possiamo prenderci cura di ciò che non vediamo ogni giorno, ma da cui dipendiamo? La biodiversità è ovunque, ma è fragile. La tecnologia, se ben orientata, può renderla visibile, tangibile, valorizzabile. Il nostro compito è usarla con intelligenza, con responsabilità, con visione e oggi abbiamo gli strumenti per farlo. BIOGIS360 unisce dati provenienti da fonti ufficiali come ISPRA, SINAnet e Copernicus, offrendo una visione dinamica e aggiornata del patrimonio naturale. Non si tratta solo di visualizzare mappe: è un invito a conoscere meglio ciò che ci circonda, per prendercene cura con consapevolezza.

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