Guida semplice per cittadini, amministratori e insegnanti
A molti capita di trovarsi davanti a una mappa colorata, piena di simboli, linee e livelli, e pensare: “E adesso?”
Se non sei un tecnico GIS o un ingegnere ambientale, leggere una mappa geospaziale può sembrare difficile, quasi intimidatoria.
Ma la verità è che le mappe possono parlare a tutti. Basta sapere cosa guardare, come leggerlo e perché è utile.
Con BIOGIS360 abbiamo proprio questo obiettivo: rendere i dati ambientali leggibili, fruibili e utilizzabili da chiunque.
Che tu sia un assessore comunale, un attivista locale o un insegnante di scuola media, questa guida è per te.
1. La mappa non è il territorio (ma ci aiuta a capirlo)
Una mappa ambientale rappresenta una trasformazione della realtà, basata su dati georeferenziati. Non è “la verità”, ma una chiave di lettura. Come un buon libro, va letta con attenzione al contesto.
In BIOGIS360, ogni mappa è costruita su layer: strati di informazioni che puoi accendere o spegnere.
Esempi:
- Uso del suolo (cosa c’è in superficie: boschi, campi, città…)
- Indici di vegetazione (quanto è “viva” la copertura vegetale)
- Zone a rischio (frane, siccità, frammentazione)
- Habitat e corridoi ecologici
2. Colori e simboli: il primo sguardo conta
Nelle mappe di BIOGIS360 troverai sempre una legenda, che spiega il significato di ogni colore o simbolo.
Ecco qualche esempio tipico:
- Verde scuro: foreste naturali o habitat tutelati
- Giallo chiaro: aree agricole o colture
- Grigio o rosso: zone urbanizzate
- Blu: corpi idrici (laghi, fiumi, zone umide)
Oltre ai colori, i pallini, linee e retini indicano:
- punti di interesse (es. fonti, sentieri, specie protette)
- perimetri di zone sensibili o protette
- elementi infrastrutturali (es. strade, tralicci)
3. Zoomare, esplorare, confrontare
BIOGIS360 è interattivo, per cui puoi:
- zoomare per passare da scala regionale a scala comunale o locale
- cliccare su un’area per avere info dettagliate (es. tipo di suolo, stato vegetativo)
- confrontare due momenti diversi nel tempo (es. com’era nel 2018, com’è oggi)
Questo è uno strumento potente per:
- amministratori locali: per capire dove intervenire o dove non costruire
- insegnanti: per far vedere ai ragazzi l’evoluzione di un ambiente
- cittadini: per capire se un cambiamento nel paesaggio è naturale o causato
4. Non serve essere esperti per fare domande intelligenti
Una mappa ambientale non ti dice cosa fare, ma ti invita a farti domande:
- Perché quest’area è diventata più frammentata negli ultimi 3 anni?
- Come mai la vegetazione in questa zona è meno attiva in primavera?
- C’è correlazione tra le costruzioni recenti e la riduzione dell’umidità?
In BIOGIS360 puoi usare i dati per fare domande migliori ai tecnici, ai politici, ai progettisti ed è già un grande passo avanti.
5. Le mappe aiutano a discutere, non a chiudere il dibattito
Le mappe non servono solo a “dimostrare qualcosa”. Servono a capire insieme. Mostrare una mappa ambientale in consiglio comunale, in un’associazione o a scuola stimola il dialogo e il confronto basato su evidenze.
BIOGIS360 consente di stampare mappe, esportare immagini, generare link condivisibili. Così puoi portare il territorio sul tavolo di lavoro, anche senza muoverti da casa.
Le 3 funzioni più utili di BIOGIS360 per i non addetti ai lavori
- Confronto temporale semplificato: due date, una mappa. Per vedere cosa cambia.
- Legenda attiva: mostra solo i layer visibili, per non confondersi.
- Esportazione rapida in PDF: perfetta per relazioni, progetti, comunicazioni.
Capire una mappa ambientale non è una questione di titoli o tecnicismi. È una questione di attenzione, curiosità e strumenti giusti.
BIOGIS360 è nato proprio per questo: portare la lettura del paesaggio dentro le decisioni pubbliche, l’educazione e la vita quotidiana.
E ricordiamolo: chi legge una mappa, vede un futuro possibile.
Con BIOGIS360, leggere una mappa diventa un’esperienza intuitiva: ogni layer è accompagnato da legenda, metadati e strumenti interattivi che aiutano anche i non addetti ai lavori a comprenderne il significato. Una scelta progettuale pensata per promuovere la cultura ambientale, a partire da chi non è specialista.



