Catalogo dati

Il Catalogo dati di BIOGIS360

Il Catalogo dati è il cuore informativo di BIOGIS360: un archivio strutturato e sempre aggiornato che integra fonti istituzionali, dati satellitari, citizen science e indicatori sviluppati dal progetto.

Raccoglie informazioni ufficiali su biodiversità, aree protette, uso del suolo, limiti amministrativi, risorse idriche e rischi ambientali, organizzate in gruppi tematici e rese disponibili in formati aperti e interoperabili.
Ogni dataset è accompagnato da metadati chiari e standardizzati, che ne garantiscono qualità, tracciabilità e conformità agli standard europei.

Il Catalogo è uno strumento operativo per amministrazioni, imprese, ricercatori e cittadini che vogliono analizzare, pianificare e monitorare il territorio con criteri di sostenibilità e innovazione.
Contribuisce alla valorizzazione della biodiversità, supporta la pianificazione integrata e facilita l’allineamento alle strategie europee, come la Nature Restoration Law, fornendo una base solida per decisioni consapevoli e interventi efficaci.

 

Layer Tematici

Biodiversità, territorio e ambiente in una visione integrata

GRUPPO: LIMITI AMMINISTRATIVI

Confini regionali, provinciali e comunali 2025

Fonte: ISTAT
Data: 1° gennaio 2025
Formato: shp
Descrizione: I confini delle unità amministrative a fini statistici sono costituiti da tre livelli gerarchici (regioni, province e comuni). Il formato dei dati è shapefile nel sistema di riferimento WGS84. La scala non è certificabile uniformemente dall’Istat, poiché le basi di acquisizione utilizzate (principalmente foto aeree ed altra cartografia) provengono da fonti e scale differenti che variano tra ambito urbano ed extraurbano.

           

GRUPPO: BIODIVERSITÀ

Specie: dati su distribuzione, stato di conservazione e protezione delle specie.
Red List GBIF

Fonte: GBIF
Data: 26 febbraio 2025
Formato: CSV
Descrizione: I dati GBIF (Global Biodiversity Information Facility) sono una delle più grandi risorse mondiali di dati open sulla biodiversità. I dati provengono da musei, università, istituzioni di ricerca, progetti di Citizen science e altre fonti. I dati di Osservazioni di specie (Occurence data) sono stati scaricati per il solo territorio italiano, e filtrati per: periodo 20202025, kindom: Animalia e Plantae IUCNRedList: CR, EN, VU

Alberi Monumentali 2025

Fonte: Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
Data: maggio 2025
Formato: CSV
Descrizione: Elenco degli alberi monumentali d’Italia ai sensi della Legge n. 10/2013 e del Decreto 23 ottobre 2014. L’Elenco degli Alberi Monumentali d’Italia è stato istituito con Decreto dipartimentale n. 5450 del 19 dicembre 2017, ai sensi dell’art. 7 della Legge 10/2013, comprendendo inizialmente 2.407 alberi o sistemi omogenei di alberi con iter amministrativo concluso. L’elenco è stato successivamente aggiornato tramite otto decreti tra il 2018 e il 2025, sulla base delle segnalazioni regionali, con l’aggiunta complessiva di 2.555 nuove iscrizioni. Ogni aggiornamento ha previsto anche variazioni dovute a perdite di esemplari per morte naturale, abbattimento o perdita dei requisiti. Alla data dell’ultimo aggiornamento (maggio 2025), il totale degli alberi o sistemi omogenei iscritti risulta pari a 4.749.

Posidonia oceanica

Fonte: EMODnet European Commision
Data: febbraio 2021
Formato: vettoriale
Descrizione: il dataset mostra la distribuzione Posidonia oceanica, una fanerogama marina endemica del Mar Mediterraneo, fondamentale per la salute degli ecosistemi costieri. Forma praterie sottomarine conosciute come i “polmoni del Mediterraneo”, che svolgono funzioni ecologiche essenziali: migliorano la qualità dell’acqua, assorbono CO₂, mitigano i cambiamenti climatici, stabilizzano i fondali e le spiagge, proteggono le coste, fungono da nursery e rifugio per molte specie marine, e supportano la produzione ittica. Tuttavia, queste praterie sono in declino e la loro conservazione è ritenuta prioritaria all’interno delle strategie per uno sviluppo sostenibile della “blue economy” nella regione mediterranea.

Praterie sottomarine

Fonte: EMODnet European Commision
Data: 20 settembre 2023
Formato: WFS
Descrizione: Il dataset mostra la distribuzione attualmente note delle praterie di fanerogame marine nelle acque europee, raccolte da EMODnet Seabed Habitats. Le fanerogame marine forniscono habitat essenziali e aree di nursery per molte specie di fauna marina. Esistono circa 72 specie di fanerogame marine appartenenti a quattro grandi gruppi: Zosteraceae, Hydrocharitaceae, Posidoniaceae e Cymodoceaceae. I letti di Zostera e le praterie di Cymodocea sono inclusi nella lista degli Habitat minacciati o in declino di OSPAR. I letti di Posidonia sono protetti dall’Allegato I della Direttiva Habitat dell’UE.

Habitat: zone potenzialmente o sicuramente importanti per la biodiversità.
Areale distribuzione Avifauna Art. 12 (Birds Directive)

Fonte: European Environment Agency
Data: 1° marzo 2022
Formato: shp
Descrizione: Tutti gli Stati membri dell’UE sono tenuti a monitorare gli uccelli elencati nella Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e ad inviare, ogni 6 anni, un rapporto sui progressi compiuti nell’attuazione della Direttiva, secondo un formato concordato. Il dataset spaziale contiene dati grigliati sulla distribuzione degli uccelli (celle di griglia da 10 km), così come riportati dagli Stati membri dell’UE per il periodo 2013-2018.

Areale distribuzione Specie Art. 17 (Habitats Directive)

Fonte: European Environment Agency
Data: 27 agosto 2020
Formato: shp
Descrizione: Tutti gli Stati membri europei sono tenuti, dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE), a monitorare i tipi di habitat e le specie elencate nei suoi allegati e a inviare un rapporto ogni 6 anni secondo un formato concordato. Il dataset contiene dati tabellari così come riportati dagli Stati membri per il periodo 2013-2018; questi includono le aree degli habitat, le dimensioni delle popolazioni, le tendenze, le pressioni e le minacce, e lo stato di conservazione a livello biogeografico nazionale. Inoltre, include lo stato di conservazione e le tendenze dello stato di conservazione a livello biogeografico dell’UE, così come valutati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e dal suo Centro Tematico Europeo sulla Diversità Biologica (ETC/BD).

Habitat Critico in Italia (IFC PS6)

Fonte: OpenDevelopmentMekong
Data: 9 luglio 2021
Formato: ESRI GRID
Descrizione: Il dataset identifica le aree di probabile o potenziale Habitat Critico, come definito dallo Standard di Performance 6 della International Finance Corporation (IFC PS6). Il livello di screening è distribuito come un dataset raster a risoluzione 1 x 1 km² ed è una composizione di 20 dataset spaziali a scala globale. Le aree non classificate indicano la mancanza di dati per valutare la probabilità di presenza di Habitat Critico.

Santuario per i mammiferi marini (Pelagos)

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 24 giugno 2015
Formato: WFS
Descrizione: Legge 11 ottobre 2001, n. 391 – Ratifica ed esecuzione dell’Accordo relativo alla creazione nel Mediterraneo di un santuario per i mammiferi marini, fatto a Roma il 25 novembre 1999. Il Santuario, noto anche come santuario Pelagos, è costituito da zone marittime situate nelle acque interne e nei mari territoriali della Repubblica Francese, della Repubblica Italiana e del Principato di Monaco, nonché’ dalle zone di alto mare adiacenti.

GRUPPO: AREE PROTETTE E RICONOSCIUTE

Siti UNESCO

Fonte: UNESCO
Data: 24 luglio 2025
Formato: CSV
Descrizione: La Lista del Patrimonio Mondiale comprende 1.248 beni che fanno parte del patrimonio culturale e naturale e che il Comitato del Patrimonio Mondiale considera di eccezionale valore universale. Il dataset comprende 52 siti Culturali, 5 Naturali, 12 Geoparchi, 14 Riserve Biosfere

Rete Natura 2000 (SIC/ZSC e ZPS)

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 13 dicembre 2024
Formato: WFS
Descrizione: La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva 92/43/CEE Habitat che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE Uccelli concernente la conservazione degli uccelli selvatici. La tabella associata contiene una serie di informazioni, tra cui codice, denominazione, superficie, perimetro e Regione di appartenenza di ciascun sito Natura 2000.

VI Elenco ufficiale aree protette – EUAP

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 10 aprile 2011
Formato: WFS
Descrizione: VI Elenco Ufficiale Aree Naturali Protette (EUAP). Istituito in base alla legge 394/91 ‘Legge quadro sulle aree protette’, l’elenco ufficiale attualmente in vigore è quello relativo al VI Aggiornamento approvato con D.M. 27/04/2010 e pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31/05/2010. In base alla legge 394/91, le aree protette sono distinte in Parchi Nazionali (PNZ), Aree Naturali Marine Protette (MAR), Parchi Naturali Statali marini (PNZ_m), Riserve Naturali Statali (RNS), Parchi e Riserve Naturali Regionali (PNR – RNR), Parchi Naturali sommersi (GAPN), Altre Aree Naturali Protette (AAPN). L’Elenco è stilato, e periodicamente aggiornato, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Protezione della Natura. Risoluzione 1:25.000

Zone umide di importanza internazionale (Ramsar)

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 22 dicembre 2023
Formato: WFS
Descrizione: Le aree Ramsar sono aree del territorio italiano rispondenti ai requisiti della convenzione internazionale relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, nota come Convenzione di Ramsar. La Convenzione di Ramsar è un atto firmato a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971. La Convenzione di Ramsar è stata ratificata e resa esecutiva dall’Italia col DPR n. 448 del 13 marzo 1976 e con il successivo DPR n. 184 dell’11 febbraio 1987. Ai sensi della Convenzione si intendono per zone umide le paludi e gli acquitrini, le torbe oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri. Ai sensi della convenzione si intendono per uccelli acquatici gli uccelli ecologicamente dipendenti dalle zone umide. Il dataset, aggiornato a dicembre 2023, distingue tra siti con riconoscimento internazionale e siti riconosciuti a livello nazionale il cui riconoscimento internazionale risulta in corso di perfezionamento.

Aree importanti per l'avifauna (IBA- Important Bird Areas)

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 21 febbraio 2019
Formato: WFS
Descrizione: Le Important Bird Areas o IBA, sono delle aree che rivestono un ruolo chiave per la salvaguardia degli uccelli e della biodiversità, la cui identificazione è parte di un progetto a carattere mondiale, curato da BirdLife International. Il progetto IBA nasce dalla necessità di individuare dei criteri omogenei e standardizzati per la designazione delle ZPS. Le IBA sono state utilizzate per valutare l ‘adeguatezza delle reti nazionali di ZPS designate negli Stati membri. Per essere riconosciuto come IBA, un sito deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche: ospitare un numero significativo di individui di una o più specie minacciate a livello globale; fare parte di una tipologia di aree importante per la conservazione di particolari specie (es. zone umide); essere una zona in cui si concentra un numero particolarmente alto di uccelli in migrazione. La risorsa comprende l’inventario del 2002 delle IBA terrestri, aggiornato in base agli studi sulla Berta Maggiore portati avanti tra il 2008 e il 2014 che hanno condotto alla individuazione di 4 nuove IBA Marine. Risoluzione 1:25.000

GRUPPO: FASCE DI RISPETTO ATTORNO ALLE AREE PROTETTE: VINCOLI ALLE ATTIVITA’

Buffer di 5 km indicato per: Office, Warehouses and Low-input Agriculture

Fonte: UNEP-WCMC (2021), The Area of Influence of Site-based Operations, Direct Impacts; UNEP-WCMC (2022), The Area of Influence of Site-based Operations, Indirect Impacts

Buffer di 10 km indicato per: High-input Agriculture, Onshore Wind, Construction, Oil and Gas (terrestrial)

Fonte: Amec Foster Wheeler (2015), Habitats Regulations Assessment: 14th Onshore Oil and Gas Licensing Round. Oil and Gas Authority; UNEP-WCMC (2021), The Area of Influence of Site-based Operations, Direct Impacts; Poore, T. & Nemecek, T. (2018), Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers. Science, 360, 987–992

GRUPPO: SUPERINDICE DI BIODIVERSITA’

Superindice

Fonte: iptsat
Data: settembre 2025
Formato: raster GeoTIFF
Descrizione: Il Super Indice di Biodiversità rappresenta un indicatore spaziale aggregato sviluppato per supportare la pianificazione sostenibile delle infrastrutture sul territorio italiano. Calcolato su griglia raster a 1 km, integra e normalizza cinque indicatori ecologici (Biodiversity Intactness, Red List Index, Restoration Potential, Total Tree Carrying Potential e Human Footprint) tramite overlay pesato in ambiente GIS. L’indice evidenzia le aree ecologicamente più fragili e ricche di biodiversità, da escludere da nuovi interventi, e quelle già compromesse, potenzialmente idonee a ospitare impianti industriali o energetici. Il dato, uniformato in ETRS89 / LAEA Europe (EPSG:3035), consente una valutazione sistematica e replicabile dell’idoneità ecologica del territorio, facilitando il bilanciamento tra conservazione ambientale e sviluppo.

RLI – RED LIST INDEX

Fonte: iptsat
Data: settembre 2025
Formato: raster GeoTIFF
Descrizione: Il Red List Index (RLI) è un indicatore sintetico dello stato di conservazione della biodiversità, costruito sulla base della Lista Rossa IUCN delle specie minacciate. Esprime il livello medio di rischio di estinzione delle specie in un dato territorio, assegnando un peso crescente alle categorie di minaccia (da “Least Concern” a “Critically Endangered”, con le specie estinte pesate massimamente). L’indice varia tra 0 e 1: valori prossimi a 1 indicano una biodiversità in buono stato, mentre valori vicini allo 0 segnalano un’elevata vulnerabilità. Il raster RLI, normalizzato e riproiettato in ETRS89 / LAEA Europe (EPSG:3035), consente l’analisi spaziale del rischio di estinzione delle specie a scala chilometrica, contribuendo alla valutazione ecologica del territorio per fini di pianificazione sostenibile.

GRUPPO: USO SUOLO

Atlante nazionale delle aree a rischio di desertificazione - Regioni pedologiche

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 1° giugno 2007
Formato: WFS
Descrizione: Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha finanziato con atto del 28- 12-2001 l’Istituto Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo di Firenze per la ”Predisposizione di Atlante Nazionale delle aree a rischio di desertificazione” alla scala di riconoscimento (scale di riferimento 1:100.000 – 1.250.000). Il MATTM considera tale Atlante strumento propedeutico alla corretta attuazione del Piano Nazionale per la Lotta alla Siccità e Desertificazione, adottato dallo Stato Italiano in attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Siccità ed alla Desertificazione. Nel sopracitato atto è prevista la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria nei suoi specifici settori di competenza. L’area di studio comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria. Le regioni pedologiche sono il primo livello della gerarchia dei paesaggi. Lo strato informativo delle regioni pedologiche rappresenta aree potenzialmente omogenee di evoluzione dei suoli a livello continentale, denominate ”soil region”.

Uso del suolo - Corine Land Cover anno 2018

Fonte: Copernicus
Data: 13 maggio 2020
Formato: GeoTIFF
Descrizione: Corine Land Cover 2018 (CLC2018) è uno dei dataset Corine Land Cover (CLC) prodotti nell’ambito del Copernicus Land Monitoring Service, relativo allo stato della copertura e dell’uso del suolo nell’anno 2018. I dataset CLC si basano sulla classificazione di immagini satellitari prodotte dai team nazionali dei paesi partecipanti – gli Stati membri dell’EEA e i paesi cooperanti (EEA39). Gli inventari nazionali CLC vengono poi integrati in una mappa continua della copertura del suolo in Europa. Il database europeo risultante si fonda su una metodologia e una nomenclatura standard con i seguenti parametri di base: 44 classi nella nomenclatura gerarchica CLC a 3 livelli; Unità minima cartografabile (MMU) per i layer di stato: 25 ettari; Larghezza minima degli elementi lineari: 100 metri.

Copertura del suolo - Copernicus Backbone

Fonte: Copernicus Land Monitoring Service (CLMS) / Copernicus Land Monitoring Service – prodotto CLCplus Backbone
Data: 2023
Formato: Raster GeoTIFF con risoluzione spaziale di 10 metri;
Descrizione: CLCplus Backbone è un prodotto continentale di copertura del suolo ad alta risoluzione, che completa e integra la serie Corine Land Cover. Utilizza serie temporali di immagini Sentinel-2, metodologie automatizzate con classificatori di deep learning (TempCNN), addestramento regionale e dati ausiliari per generare mappe dettagliate della copertura naturale e artificiale del suolo. Viene aggiornato ogni due anni (biennale) a partire dal 2021. Ciascun pixel dell raster riporta la classe dominante di copertura del suolo tra 11 classi principali.

GRUPPO: IDROGEOLOGICO

Reticolo idrografico

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 13 gennaio 2013
Formato: WFS
Descrizione: Cartografia vettoriale della rete idrografica. Risoluzione scala 1:250000. I dati sono organizzati e suddivisi in modo da renderne fluida la visualizzazione: Fiumi principali (visualizzabile a scale inferiori a 1: 3.000.000 e superiori a 1:9.000.000); Fiumi principali e secondari (visualizzabile a scale inferiori a 1: 1.000.000 e superiori a 1:3.000.000); Fiumi e torrenti (visualizzabile a scale inferiori a 1:500.000 e superiori a 1:1.000.000); Corsi d’acqua ( visualizzabile a scale inferiori a 1:100.000 e superiori a 1:500.000); Elementi idrici (visualizzabile a scale inferiori a 1:100.000 e superiori a 1:500.000)

Laghi e altri specchi d’acqua

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 23 gennaio 2013
Formato: WFS
Descrizione: Elementi poligonali appartenenti al DBPrior10K rappresentanti gli specchi d’acqua interni come laghi, lagune, stagni, bacini artificiali, ecc.

Bacini idrografici principali e secondari

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 23 gennaio 2013
Formato: WFS
Descrizione: Sulla base dello strato informativo dei bacini idrografici a scala nazionale 1:250.000, congruente con il reticolo idrografico, sono stati individuati, secondo quanto previsto dal D.Lgs.152/99 e successivamente dalla Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE, i bacini e i sottobacini idrografici dei corsi d’acqua scolanti a mare con superficie maggiore o uguale a 200 Kmq. Risoluzione 1:10000

Batimetria dei mari

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 23 gennaio 2013
Formato: WFS
Descrizione: Strato informativo che rappresenta i poligoni delle profondità dei mari italiani. Risoluzione 1:5.000.000

GRUPPO: CARTOGRAFIA TEMATICA

GHS population grid (R2023)

Fonte: European Commission – Joint Research Centre (JRC), GHSL – GHS-POP R2023A
Data: 023 (rilascio); copertura temporale: 1975–2030 (con intervalli di 5 anni)
Formato: raster GeoTIFF; risoluzioni: 100 m
Descrizione: Griglia raster multitemporale della popolazione residente globale, sviluppata dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea nell’ambito del Global Human Settlement Layer (GHSL). Il dataset GHS-POP R2023A fornisce una stima spazialmente esplicita della popolazione per gli anni 1975, 1980, 1985, 1990, 1995, 2000, 2005, 2010, 2015, 2020 (osservati) e 2025, 2030 (proiettati), a intervalli quinquennali. Le stime di popolazione derivano da dati censuari ufficiali (GPWv4.11 – CIESIN) disaggregati all’interno delle unità censuarie tramite modelli basati sulla distribuzione delle aree costruite (built-up) e del loro volume, ottenute dai prodotti GHSL (GHS-BUILT). Il risultato è una rappresentazione coerente e comparabile a livello globale della distribuzione della popolazione residenziale lungo l’arco temporale 1975–2030. Il dato è disponibile in formato raster GeoTIFF ed è stato progettato per applicazioni in pianificazione territoriale, analisi demografiche, gestione urbana, monitoraggio SDG e studi sull’espansione urbana.

PAI - Pericolosità idrogeologica

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 23 gennaio 2013
Formato: WFS
Descrizione: PAI pericolosità idrogeologica, fa riferimento ai Piani di Assetto Idrogeologico e alle loro mappe di pericolosità, che classificano le aree in base alla probabilità di essere colpite da un’alluvione, una frana o una valanga. Le classificazioni standard per la pericolosità, definite anche dal D.Lgs 49/2010, sono solitamente legate a scenari di bassa, media e alta probabilità di alluvione, determinati sulla base di studi specifici da parte di enti regionali e nazionali

PAI - Rischio idrogeologico

Fonte: Geoportale Nazionale – Ministero della Transizione Ecologica
Data: 23 gennaio 2013
Formato: WFS
Descrizione: PAI rischio idrogeologico, fa riferimento ai Piani di Assetto Idrogeologico e alle loro mappe di rischio, che classificano le aree in base ai danni attesi per un evento alluvione, frana o valanga. Le classificazioni standard per il rischio, definite anche dal D.Lgs 49/2010, sono solitamente legate a scenari di rischio moderato o nullo, rischio medio, rischio elevato e rischio molto elevato.

GRUPPO: DATI SATELLITARI

Sentinel-2 Views

Fonte: ArcGIS / Esri – servizio “Sentinel2 (ImageServer)” che attinge dalla collezione Sentinel-2 su AWS.
Data: Include immagini acquisite negli ultimi 14 mesi, aggiornate quotidianamente. La disponibilità globale del dataset Level-1C è dal giugno 2015.
Formato: Servizio immagine dinamico (“Image Service”) in ArcGIS REST, non propriamente WMS/WFS.
Descrizione: Si tratta di un layer globale di immagini Sentinel-2 (Level-1C, Top-of-Atmosphere) che copre quasi tutte le masse terrestri dal 65,4° S al 72,1° N, incluse coste, grandi isole e mari chiusi. Le immagini sono selezionate in base a criteri come copertura nuvolosa, data di acquisizione, ID del tile. Visualizzazioni predefinite e personalizzate sono disponibili (ad esempio Natural Color, Color-Infrared, NDVI, NDBI etc.). Il servizio è utile per applicazioni di monitoraggio ambientale, cambiamenti del suolo, agricoltura di precisione, emergenze, analisi forestale, espansione urbana e stima delle aree incendiate.

Wayback

Fonte: Esri / ArcGIS Living Atlas — servizio “World Imagery Wayback” (una versione archivio delle basemap di World Imagery)
Data: Le versioni archiviate partono dal 20 febbraio 2014 in poi. Il servizio viene aggiornato regolarmente, ogni volta che esce una nuova versione della basemap World Imagery. Le versioni pubblicate vengono conservate nell’archivio “wayback”. Nel 2018, al 14 dicembre, c’erano già 89 versioni archiviate
Formato: servizio tile raster (tile layers) per basemap
Descrizione: World Imagery Wayback è un archivio storico delle versioni della basemap Esri “World Imagery”. Permette di visualizzare le versioni passate del basemap di ESRI — così come erano pubblicate in date precedenti — per osservare cambiamenti nel tempo (uso del suolo, sviluppo urbano, copertura del suolo, ecc.). Ogni versione del layer ha metadati che mostrano la data di pubblicazione del layer Wayback, e nei popup anche la data di cattura dell’immagine (quando disponibile) per il punto specifico selezionato. Utile per valutazioni storiche, comparazione visiva, ricerca di immagini con meno nuvole / stato migliore, per analisi del cambiamento territoriale.

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