In relazione a quanto emerso dagli organi di stampa in occasione della presentazione dell’ultima edizione del Rapporto sul consumo di suolo del 24 ottobre 2025 , l’Istituto precisa quanto segue. I dati che sono stati oggetto di commento rappresentano, per legge, il riferimento ufficiale per tutte le pubbliche amministrazioni, inclusi gli enti territoriali. Gli stessi dati erano stati pubblicati e resi disponibili dall’ISPRA a tutti i Comuni per eventuali osservazioni già dal mese di luglio 2025. Il rapporto sul consumo di suolo è il risultato di un lavoro corale che coinvolge oltre cento tecnici e ricercatori specializzati, svolto con rigore scientifico e metodologico, secondo criteri condivisi e trasparenti. In particolare, tale rapporto si basa su dati provenienti dal Sistema Nazionale di Protezione Ambientale, costituito dalle Agenzie Regionali e Provinciali di protezione dell’ambiente, con una metodologia che si attiene scrupolosamente alle normative europee e nazionali. Tali norme definiscono con chiarezza cosa si intenda per “consumo di suolo”, esattamente come riportato nei nostri dati, secondo criteri scientifici riconosciuti e in linea con quanto indicato dalle norme europee e nazionali che ne prevedono il monitoraggio. L’Istituto si rende disponibile ad un confronto tecnico e continuerà a svolgere il proprio lavoro con serietà e responsabilità, documentando le trasformazioni del territorio che comportano la perdita di suoli naturali e agricoli, trasformazioni visibili a chiunque consulti i nostri dati, puntualmente condivisi, verificati, validati e resi pubblici. Infine lo studio condotto da ISPRA e SNPA poggia su solidi pilastri, quali approfondimento, accuratezza, validità e trasparenza, non soltanto sulla semplice osservazione di “Google Earth”, ma avvalendosi di tutte le migliori tecnologie di osservazione della Terra e della rete delle Agenzie regionali che rilevano le informazioni sulla base di una conoscenza dettagliata del territorio.

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